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Un modello partecipativo per la pianificazione comunale sfondo
Definizione di un modello complessivo per la valutazione strategica delle decisioni della pianificazione urbana fondato sul riconoscimento delle istanze e delle aspettative delle comunità locali
Gruppo di ricerca

Il programma di ricerca

Il quadro complessivo della ricerca si delinea come studio di un modello generale di procedura di decisione pubblica che aggreghi sottomodelli partecipativi e valutativi per la pianificazione. L’obiettivo generale è, quindi, la definizione di un modello che si adatti ai processi decisionali pubblici tenendo conto delle peculiarità di questi nel contesto europeo.

L’unità di ricerca di Cagliari ha l’obiettivo generale di definire e sperimentare un prototipo di processo di pianificazione partecipata, in cui le politiche del territorio si basano, in prima istanza, sul riconoscimento di situazioni di inadeguatezza in relazione alle esigenze delle comunità locali. Questo prototipo costituisce, secondo il quadro complessivo della ricerca, un sottomodello partecipativo e valutativo per la pianificazione.

Il percorso metodologico ed il caso di studio della ricerca partono dal riconoscimento dell’utilità degli approcci di Knowledge discovery in databases (KDD) per il processo valutativo, in particolare nei primi e più importanti momenti della valutazione ex-ante, e, parimenti, del coinvolgimento delle comunità locali, anche in questo caso nei momenti iniziali del processo, strategicamente decisivi per la sua efficacia. Questo riconoscimento spinge ad esaminare la possibilità di includere le istanze strategiche delle comunità locali nell’applicazione delle metodologie valutative, per esempio nelle Analisi multicriteri, ed in questo senso si identificano gli approcci della Rough set analysis (RSA) e della Contingent valuation (CV) come strade efficaci e percorribili per mettere in atto questa integrazione.

I pattern, le regole di decisione definiti tramite applicazioni di RSA possono costituire sia un punto di partenza qualificato per ulteriori passaggi di approfondimento concernenti la partecipazione delle comunità locali ai processi decisionali, sia il fondamento condiviso di un sistema di pesi e criteri per la valutazione delle alternative di piano.

rappresenta, sia in termini teorici che pratici, un riferimento importante per l’aiuto alla decisione o, meglio, per il miglioramento della qualità dell’informazione nei processi decisionali, per ciò che concerne la definizione, gestione ed attuazione di politiche del territorio in contesti complessi, in cui l’efficacia è legata all’interazione di fenomeni connessi alle risorse ambientali e paesaggistiche, alla cultura, all’economia ed ai rapporti sociali, alle preferenze ed ai diversi modi di riconoscere e rappresentare istanze, bisogni, aspettative, da parte delle comunità locali.

è di particolare rilevanza nell’ambito della Valutazione ambientale strategica (VAS) in quanto questa, come sottolineato nel Rapporto della Commissione Europea (Sheate et al., 2001), cui ha poi largamente attinto il legislatore europeo per n. 42/2001, è primariamente orientata alla scelta tra molteplici opzioni di piano o programma per il raggiungimento di obiettivi condivisi, piuttosto che mirata a valutare il singolo piano o programma.  , quindi, se, come dovrebbe essere, accompagna, o, meglio, si identifica, con lo sviluppo del piano sin dalle sue primissime battute, è intrinsecamente e strategicamente un processo valutativo teso a definire e ad argomentare problemi di scelta tra diverse opzioni di piano, in termini accessibili e chiari per le comunità locali, e, quindi, emendabili, criticabili, migliorabili, attraverso il concorso di tutti i membri, singoli o associati, delle comunità locali che ritengano opportuno partecipare. Quindi, nell’ambito della VAS, costituisce un punto di riferimento in quanto tipicamente orientata a confrontare diverse opzioni di piano, anche tra loro molto diverse, sulla base di regole di decisione definite in base a preferenze, aspettative, bisogni, espressi dalle comunità locali.

Si assume, come ulteriore riferimento per il processo valutativo, la metodologia dell’Analisi multicriteri (AMC), in particolare nei primi e più importanti momenti della valutazione ex-ante, e, parimenti, del coinvolgimento delle comunità locali, anche in questo caso nei momenti iniziali del processo, strategicamente decisivi per la sua efficacia. Questo riconoscimento spinge ad esaminare la possibilità di includere le istanze strategiche delle comunità locali nell’applicazione di metodologie di AMC, ed in questo senso si identifica nell’approccio della contingent valuation (CV) una strada efficace e percorribile per mettere in atto questa integrazione.

L’approccio della CV consente di mettere in relazione il grado di consenso (o di dissenso) delle comunità locali rispetto a politiche di piano in discussione, e di mettere in relazione questo grado di consenso con un insieme di variabili concernenti le preferenze ed i gusti, e le condizioni sociali ed economiche.

La comunicazione tra le amministrazioni locali, le comunità locali ed il soggetto responsabile del processo valutativo (nella simulazione del caso di studio si tratta, evidentemente, del gruppo di ricercatori che costituiscono l’unità di ricerca) avviene tramite interviste dirette (per i rappresentanti delle amministrazioni locali) e tramite una piattaforma comunicativa, disponibile su Internet, aperta a tutti coloro che intendono collaborare all’esperimento, con riferimento alle comunità locali.

La ricerca ha una connotazione metodologica di base perché definisce un quadro di riferimento per avvicinare, nella prassi della pianificazione del territorio, sapere tecnico e sapere comune, sul piano del confronto dialettico sull’importanza dei criteri che fondano le decisioni, che può diventare condivisione più o meno estesa sulle scelte, nello sviluppo dei processi di piano.

Le Information and communication technologies (ICT) costituiscono il fondamento tecnologico per il processo di piano, che potrebbe, una volta testato e formalizzato, costituire un riferimento importante per l’e-Governance riferita alle politiche attuative della pianificazione territoriale perché:

a)      nel quadro della lettura dell’assetto del territorio improntata a criteri di sostenibilità, integra in maniera originale approcci metodologici molto potenti per l’aiuto alla decisione, che in letteratura non sono stati mai accostati in un unico approccio, e scopre, di questo approccio integrato, quindi di entrambe le metodologie, le potenzialità come strumenti per il coinvolgimento proattivo delle comunità nei processi decisionali sulle politiche di piano, per la circolazione dell’informazione, e per l’efficacia della comunicazione tra pubblica amministrazione e comunità;

b)      fonda l’approccio misto ed integrato alla valutazione ed alla decisione su una piattaforma di comunicazione multilaterale di informazione, in cui i processi informativi e comunicativi avvengono su Internet, e che consente a tutti i cittadini interessati di verificare (e criticare eventualmente) lo sviluppo della definizione della valutazione delle alternative di piano e delle decisioni ad esse relative.

In questo quadro, metodologico e progettuale, i compiti dell’Unità di ricerca di Cagliari sono i seguenti:

1.      definizione dell’assetto della pianificazione territoriale con riferimento ad un determinato contesto ambientale (il territorio costiero della Sardegna), in relazione alle condizioni generate dal nuovo Piano paesaggistico regionale (PPR), e dall’approvazione della nuova legge urbanistica regionale;

2.      sviluppo di opzioni alternative di pianificazione del territorio costiero, in base a quanto definito nel PPR ed a opzioni alternative alle sue prescrizioni normative;

3.      sviluppo di un progetto, metodologicamente fondato su approcci di RSA, AMC e CV, attraverso i quali leggere ed interpretare le istanze e le preferenze delle municipalità (espresse dagli amministratori comunali) – analizzate tramite interviste dirette –, e delle comunità locali – indagate tramite quanto indicato nel punto 4 –, in relazione ad opzioni alternative di piano;

4.      realizzazione di una piattaforma comunicativa, basata su un protocollo disponibile su Internet on-line, che consente, tramite accesso controllato:

a)la trasmissione al cittadino iscritto della documentazione completa, chiara e facilmente comprensibile relativa alle opzioni di piano;

b)la possibilità, per il cittadino, di chiedere spiegazioni o di trasmettere proprie osservazioni e critiche, sia all’esperimento, che alle alternative di piano;

c)la comunicazione, del cittadino al gruppo di ricerca, delle risposte al questionario per le indagini di RSA, AMC e CV;

d)la comunicazione, dal gruppo di ricerca ai cittadini, dei risultati relativi alla valutazione delle alternative di piano, con la relativa documentazione informativa.

Nel punto 4, la comunicazione e l’informazione devono rendere conto delle modifiche, e delle ragioni di questi cambiamenti, nelle opzioni alternative di piano, in relazione ai risultati dell’applicazione delle metodologie di RSA, AMC e CV.

Si sviluppano, contestualmente ai punti 1-4, due casi di studio, analizzati tramite metodologie di RSA, AMC e CV, in cui si mettono a confronto le opzioni di piano alternative, rappresentate da una proposta coerente con il PPR ed una alternativa al PPR, per verificare la rispondenza, e le eventuali incongruità, dei risultati ottenuti tramite l’applicazione delle metodologie di RSA ed AMC e quelli derivati dalla valutazione del grado di consenso/dissenso, delle comunità locali, rispetto alle opzioni alternative di piano (CV).

Progetto Gis Sondaggio Forum Aiuto copyright 2006 Università degli Studi di Cagliari
Dipartimento di Ingegneria del Territorio
Sezione di Urbanistica.