Le problematiche legate all’adeguamento del PUC di Sinnai al PPR
L’adeguamento al PPR del PUC di Sinnai si configura come un processo
complesso in cui il PUC vigente viene variato in relazione al
recepimento dei contenuti descrittivi, prescrittivi e propositivi del
PPR, alle schede ed agli indirizzi che il PPR definisce per gli ambiti
costieri, ed alle azioni strategiche “per la conservazione e tutela, il
mantenimento, miglioramento o ripristino dei valori paesaggistici
riconosciuti all’interno degli ambiti di paesaggio.” (artt. 7, comma 1,
delle NTA). Valori paesaggistici, caratteristiche delle aree e
categorie di azioni strategiche sono messi in relazione nell’Allegato 1
delle NTA.
Quanto proposto e discusso nel seguito si riferisce a due aspetti
significativamente problematici dell’adeguamento del PUC di Sinnai. Il
primo concerne la pianificazione di aree immediatamente adiacenti al
tessuto urbano consolidato del comune, identificate come zone di
espansione residenziale o Zone “C” dall’attuale PUC, che potrebbero o
meno corrispondere ad aree denominata di “Espansioni in programma”
secondo le NTA. Il secondo riguarda le zone turistiche costiere (Zone
“F” costiere) dell’attuale PUC, situate nel tratto costiero dell’isola
amministrativa del comune, che corrispondono ad aree denominate di
“Insediamenti turistici” nella “Fascia costiera” secondo le NTA del PPR.
Si tratta di due aspetti importanti e paradigmatici nel quadro del
processo di adeguamento degli strumenti urbanistici sotto-ordinati al
PPR, in un comune che ha una parte del suo territorio nella fascia
costiera, ed un’altra parte al di fuori di essa. Quest’ultima parte
contiene il tessuto urbano consolidato che corrisponde al Centro
Storico, allo sviluppo urbano consolidato più recente ed alle
espansioni, sia quelle già in parte attuate, che quelle solamente
preconizzate dallo strumento urbanistico vigente. La parte costiera,
costituita da un’isola amministrativa, ha un piccolo nucleo insediativo
storico consolidato, e diverse aree ancora non urbanizzate, o
urbanizzate in minima parte, in cui l’attuale PUC individua diverse
tipologie di zone turistiche “F.”
Le problematiche sollevate dall’adeguamento del PUC al PPR in queste
due aree si assumono come paradigmatiche dei processi della nuova
stagione della pianificazione del territorio in Sardegna, e come base
applicativa per la definizione di un modello complessivo per la
valutazione strategica delle decisioni della pianificazione urbana
fondato sul riconoscimento delle istanze e delle aspettative delle
comunità locali, nel quadro concettuale dell’e-Governance orientata allo
sviluppo sostenibile, che costituisce l’obiettivo generale di questo
programma di ricerca.
Sinnai è un comune importante dell’area metropolitana di Cagliari, in
costante incremento demografico (quasi sedicimila residenti nel 2004),
con un territorio di oltre 220 km2, che presenta una notevole
complessità e differenziazione negli usi del territorio, sia per quanto
riguarda le zone urbanizzate, che poco o niente interessate
dall’urbanizzazione, con una zona costiera importante, in larga parte
costituita dalla Frazione di Solanas, caratterizzata da aree a vocazione
turistica, fondamentalmente legata all’ambiente marino e costiero. Alla
complessità degli usi e delle vocazioni del territorio comunale, fa
riscontro una complessità analoga nella struttura, nelle attività, nelle
caratteristiche, della popolazione e dei suoi modi di vivere il proprio
rapporto con il territorio.
Il comune di Sinnai presenta, certamente, elementi di dinamicità e di
importanza socio-demografica notevoli, come si rileva dal “Rapporto
d’area – Provincia di Cagliari” (RAP) elaborato dal Laboratorio
Territoriale del Centro Regionale di Programmazione (2006), che motivano
la scelta di questo contesto territoriale per la sperimentazione di
questa ricerca. Ambito urbano complesso, ma, anche, abbastanza
circoscritto, e, come tale, abbastanza controllabile, dal punto di vista
della sua organizzazione territoriale, e dei processi di sviluppo ad
essa legati.
Il RAP pone in evidenza come Sinnai sia, dal punto di vista
demografico, un comune di consistenza medio-alta, con un incremento di
popolazione relativamente alto nel periodo 1991-2001, e con un indice di
vecchiaia piuttosto basso. Comparativamente alta è la superficie
agricola utilizzata, mentre la specializzazione produttiva si concentra
nell’industria delle costruzioni. Abbastanza alta è la dotazione di
posti-letto, per quanto riguarda l’industria turistica. Alta anche la
percentuale dei residenti che hanno un grado di istruzione medio-alto;
medio-alto è il tasso di disoccupazione, classificato come alto per ciò
che concerne la disoccupazione giovanile.
Si tratta, dunque, di un comune giovane, in espansione per quanto
riguarda la popolazione residente. Un contesto urbano con molti
disoccupati e con molte persone in cerca di prima occupazione, molte
delle quali hanno investito ed investono sulla propria formazione
professionale. Una struttura produttiva ancora troppo legata al settore
primario ed all’industria delle costruzioni, con uno sviluppo del
terziario, specialmente del terziario avanzato, ancora embrionale. Una
struttura produttiva che, almeno in parte, si basa sul turismo, legato
soprattutto, all’isola amministrativa costiera.
L’ambito comunale di Sinnai è di particolare rilievo per tutte queste
ragioni, derivate dal RAP che costituisce la base della programmazione
integrata della Sardegna con riferimento ai Fondi Strutturali
dell’Unione Europea, e, per il fatto che il suo territorio presenta, dal
punto di vista del PPR, e, quindi, dell’adeguamento del PUC al PPR,
alcune problematiche estremamente importanti, che si potrebbero definire
paradigmatiche. Si tratta, infatti, di un Comune che ha previsto
espansioni residenziali significative, a margine di un tessuto urbano
consolidato ben connotato ed individuato, e uno sviluppo basato
sull’integrazione di diversi usi dei suoli nel territorio costiero,
molto importante ed esteso, nella parte orientale del Golfo di Cagliari.
Il comune di Sinnai è di particolare interesse per la stagione della
pianificazione locale della Sardegna che viene inaugurata dalla LSC e
dal PPR, in quanto l’approvazione del PPR e l’obbligo di adeguamento del
PUC pongono, nella dialettica tra comunità locale, ente locale ed
amministrazione regionale, una questione significativa di dialettica e
di conflitto, per la forte differenziazione tra i futuri preconizzati,
auspicati e definiti, in termini di zonizzazione e di usi dei suoli, dal
PUC, e quelli che derivano dall’applicazione delle NTA. Come già
evidenziato nel Sommario, questo programma di ricerca si propone di
sviluppare e sperimentare un modello generale di procedura di decisione
pubblica che aggreghi sottomodelli partecipativi e valutativi per la
pianificazione. La scelta del comune di Sinnai per lo studio, lo
sviluppo e la sperimentazione di questo modello, si motiva proprio per
queste particolari caratteristiche del territorio comunale, e per la
problematicità, e la potenziale insorgenza di una dialettica aspra, nel
processo di adeguamento.
È, inoltre, da porre in evidenza che il Comune di Sinnai ha adeguato
il proprio PUC, a suo tempo, al PTP, quindi quanto previsto e normato
dal PUC vigente è in linea con gli indirizzi e le norme urbanistiche che
l’amministrazione regionale ha definito a monte dell’attuale momento di
riorganizzazione complessiva del dispositivo della pianificazione
territoriale sarda, fondato e sviluppato a partire dal PPR. Non sono
molti i Comuni che hanno fatto altrettanto.
Il PUC vigente, approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n.
87 del 30.10.2000 e successive n. 41 del 17.07.2001 e n. 63 del
30.10.2002, è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma
della Sardegna (BURAS) n. 40 del 26.11.2002. Questo piano interpreta
l’assetto territoriale del comune in maniera abbastanza lineare,
riconoscendo ed assecondando un’organizzazione delle aree residenziali
secondo successive stratificazioni concentriche costituite, nelle parti
più interne, dal Centro Storico, quindi dalle zone di completamento
residenziale e da quelle di espansione. Per queste ultime, in alcuni
casi, sono approvati ed in corso di attuazione i piani attuativi del
PUC, in altri casi, la maggior parte, non ci sono piani attuativi
approvati, anche perché l’approvazione del PUC è relativamente recente
(fine 2002), e la LSC, che stabilisce, in prima battuta, le norme di
salvaguardia relative ai PUC, è solo di un anno e mezzo successiva.
Per l’area costiera del comune, l’espansione urbana, a partire dal
piccolo nucleo storico dell’insediamento residenziale originario,
avviene, secondo quanto stabilito nel PUC, tramite diverse tipologie di
zone “F,” cioè turistiche, con normative piuttosto differenziate, e
mirate all’integrazione di diverse tipologie di insediamento costiero.
L’espansione comunale, sia per quanto riguarda la conurbazione
sinnaese stratificata intorno al Centro Storico, che per ciò che
concerne l’isola amministrativa costiera, non può più attuarsi secondo
quando previsto dal PUC, ed il processo di adeguamento si presenta come
estremamente problematico. Questa problematicità consente di fondare lo
sviluppo del modello procedurale di questa ricerca e di svilupparlo in
termini tecnico-pratici, cioè di testarlo in un caso reale di
pianificazione, profondamente radicato nell’attualità della nuova
stagione delle politiche del territorio in Sardegna.
La struttura e le diverse parti del modello verranno descritte e
discusse nei capitoli che seguono. Nei paragrafi che concludono questa
sezione si delinea la natura delle discrepanze, e del potenziale
conflitto, tra comunità locale, Comune e Regione, tra PUC vigente e PPR,
per quanto riguarda le zone di espansione residenziale e le zone
turistiche.
È evidente che, per quanto riguarda l’espansione residenziale, la
principale fonte di conflitto per l’adeguamento del PUC al PPR è
rappresentata da quanto dovrà essere previsto, in adeguamento, per quei
comparti di espansione residenziale in cui il PUC vigente prevede
l’espansione e per i quali, tuttavia, ancora non sono stati approvati
piani attuativi e, quindi, non sono state realizzate urbanizzazioni. È,
infatti, da richiamare che le stesse NTA, per quanto riguarda il periodo
transitorio, che precede l’approvazione del nuovo PUC adeguato al PPR,
possono essere realizzati, nelle zone di espansione residenziale (Zone
“C”) “gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi
purché approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del
Piano Paesaggistico Regionale […]” (art. 15, comma 3, delle NTA).
Le zone di espansione residenziale, individuate come tali ma non
ancora pianificate e, quindi, non ancora interessate da opere di
urbanizzazione, corrispondono alla già citata categoria di aree e
immobili “Edificato urbano – Espansioni in programma” definita dall’art.
73 delle NTA. Come già posto in evidenza, il comma 1 dell’art. 74 delle
NTA recita, in relazione alle espansioni in programma: “Potranno essere
individuate nuove aree da urbanizzare ai fini residenziali solo
successivamente alla dimostrazione di reali fabbisogni abitativi,
nell’orizzonte temporale decennale, non soddisfatti dal consolidamento e
dal recupero dell’esistente. […].”
Attraverso l’analisi del PUC vigente si può dimostrare come, per
quanto riguarda Sinnai, non si possa prevedere il mantenimento delle
zone di espansione residenziale ancora non urbanizzate e pianificate
nell’adeguamento del PUC al PPR, poiché questo mantenimento non sarebbe
coerente rispetto al citato comma 1 dell’art. 74 delle NTA. Le ragioni
di questa incoerenza sono espresse nel seguito.
Il PUC di Sinnai prevede un incremento demografico del 2,1% annuo dal
1997 al 2014, ipotizzando che questo incremento sia pari a quello medio
registrato dal 1992 al 1997 (Comune di Sinnai, 2002, p. 9).[1]
Altra ipotesi del PUC di Sinnai concerne il numero medio di componenti
per famiglia, che è in decremento. Anche qui, il tasso di decremento
medio annuo del periodo 1992-1997 viene assunto come riferimento per
stimare il numero medio di componenti per famiglia nel 2014. Questo
tasso è pari al 3,8% (ibid., p. 10). Da queste ipotesi, il
dimensionamento del fabbisogno abitativo al 2014 avviene sulla base di
una popolazione residente di 20.778 residenti e 8.202 famiglie, aventi
numero di componenti medio pari a 2,6 (ibid.).
L’offerta abitativa attuale e potenziale viene valutata per tipologia
di zona omogenea, come segue.[2]
1. Nelle zone del Centro Storico (le così denominate “zone di
conservazione”), individuate dai comparti “A1,” “A2” e “A3,” in cui la
volumetria realizzabile è stata pressoché completamente realizzata, la
volumetria media per abitazione è di 723 m3, con una
volumetria per residente pari a 278 m3, poiché il numero di
componenti medio per famiglia è 2,6, come più sopra indicato. Poiché
nelle zone di conservazione l’indice fondiario è 2,75 m3/m2
e la superficie fondiaria è 282.482 m2, la popolazione
insediabile, cioè l’offerta abitativa, è pari a 2.794 residenti.[3]
Vi è, ancora, una zona di conservazione (“A4”) individuata nella
Frazione di San Gregorio, con una capacità insediativa di 236 residenti,
per cui la capacità insediativa complessiva delle zone di conservazione
è di 3.030 residenti.
2. Per quanto riguarda le Zone “B”, cioè le zone di
completamento residenziale, queste, a differenza delle precedenti, non
sono ancora interamente edificate. È già realizzata, secondo l’indice
fondiario previsto dal PUC, pari a 2,3 m3/m2, il
78,3% della volumetria edificabile, con una residua volumetria da
realizzare pari a 588.631 m3. Nelle parti già edificate, la
volumetria media dell’unità abitativa 674 m3, che corrisponde
ad un volume medio per residente di 259 m3. Per quanto
riguarda la porzione di zone di completamento residenziale ancora non
edificata, il PUC definisce la quantità di abitanti insediabili con
riferimento ad una volumetria media per unità abitativa di 430 m3,
quindi ad una volumetria per residente pari a 165 m3. A
partire da questi parametri, si calcola una capacità insediativa
complessiva delle zone di completamento residenziale pari a 11.733
residenti (8.174 nelle unità abitative già edificate più 3.559 in quelle
di nuova edificazione).[4]
Vi è, ancora, una zona di completamento residenziale (“B2”)
individuata nella Frazione di Solanas (Località “Cuili Murvoni”), con
una capacità insediativa di 814 residenti, per cui la capacità
insediativa complessiva delle zone di completamento residenziale è di
12.547 residenti.
La capacità insediativa delle zone di conservazione e di
completamento residenziale è, quindi, complessivamente pari a 15.577
residenti.
3. Per completare la valutazione dell’offerta abitativa presente
nel comune di Sinnai, è necessario aggiungere a quella già definita,
quella che deriva dalle zone di espansione residenziale (Zone “C”). Per
queste zone è necessario, soprattutto in vista dell’adeguamento del PUC
al PPR, distinguere quelle per le quali è stato approvato uno strumento
urbanistico attuativo e con convenzione efficace, e quelle definite dal
PUC come Zone “C”, ma per le quali questo strumento non è stato
approvato. Per le prime, come già richiamato, restano in vigore i piani
attuativi approvati e convenzionati, mentre, per quanto riguarda le
seconde, l’”Assetto insediativo” normato dal PPR prevede che, come
“Espansioni in programma”, possano essere confermate “solo
successivamente alla dimostrazione di reali fabbisogni abitativi,
nell’orizzonte temporale decennale, non soddisfatti dal consolidamento e
dal recupero dell’esistente. Tali aree dovranno essere adiacenti
all’urbanizzazione esistente secondo quanto disposto dall’art. 21, commi
3 e 4, delle presenti norme e dovranno essere definite planimetricamente
in modo da configurare conformazioni articolate e relazionate al
contesto paesaggistico.” (art. 74, comma 1, delle NTA). Occorre,
quindi, nella valutazione della capacità insediativa del PUC vigente,
valutare la quantità di residenti che possono e/o potranno abitare nei
comparti delle zone di completamento residenziale dotati di piano
attuativo in vigore, sommarli all’offerta abitativa delle zone di
completamento e di conservazione valutata sopra, e confrontare questa
capacità complessiva con la previsione sulla popolazione nell’anno di
riferimento che, per il PUC di Sinnai, è il 2014. Solo se l’offerta
abitativa così valutata sarà inferiore alla previsione sulla popolazione
residente, secondo le NTA, si potranno prevedere ulteriori zone di
espansione. In altre parole, se si verifica questo, potranno essere
confermate, nel nuovo PUC in adeguamento al PPR, in tutto o in parte, le
Zone “C” dell’attuale PUC per le quali non è in vigore un piano
attuativo.
Il paragrafo che segue sviluppa questa valutazione e dimostra che
l’offerta abitativa è superiore alla previsione sulla popolazione
residente al 2014. Le Zone “C”del PUC attuale per le quali non sono in
vigore piani attuativi, quindi non classificate tra le espansioni urbane
nel PPR, non potranno essere confermate nell’adeguamento del PUC, il che
significa che il comune di Sinnai non può più prevedere espansioni
residenziali, al di fuori delle aree classificate nel PPR come
espansioni urbane.
|
Zona Omogenea |
Indice (fondiario per le Zone “A” e “B”,
territoriale per le Zone “C”) (m3/m2) |
Superficie (fondiaria per le Zone “A” e “B”,
territoriale per le Zone “C”) (m2) |
Volume totale delle unità abitative (m3) |
Volumetria media per unità abitativa (m3) |
Volumetria media per unità abitativa al netto
dei servizi (solo per le zone di espansione: è pari al 70% della
volumetria media per unità abitativa) (m3) |
Numero medio di componenti per famiglia |
Offerta abitativa (numero di residenti) |
|
Zona “A” di conservazione, comparti “A1,” “A2”
e “A3” |
2,75 |
282.482 |
776.826 |
723 |
723 |
2,6 |
2.794 |
|
Zona “A” di conservazione, comparto “A4”
(Frazione di San Gregorio) |
0,4 |
163.744 |
65.498 |
723 |
723 |
2,6 |
236 |
|
Zona “B” di completamento residenziale,
comparto “B1,” già edificata |
1,8 |
1.177.261 |
2.119.070 |
674 |
674 |
2,6 |
8.174 |
|
Zona “B” di completamento residenziale,
comparto “B1,” ancora da edificare |
0,5 |
1.177.261 |
588.631 |
430 |
430 |
2,6 |
3.559 |
|
Zona “B” di completamento residenziale,
comparto “B2” (Frazione di Solanas, Località “Cuili Murvoni”) |
0,4 |
336.548 |
134.619 |
430 |
430 |
2,6 |
814 |
|
Zona “C1” di espansione residenziale (comparti
per i quali sono in vigore piani attuativi) |
1,5 |
215.767 |
323.651 |
603 |
422 |
2,6 |
1.396 |
|
Zona “C1a” di espansione residenziale
(comparto già individuato nel precedente Piano urbanistico
comunale generale (Programma di fabbricazione) e per il quale
non è in vigore un piano attuativo) |
1,5 |
48.885 |
73.328 |
603 |
422 |
2,6 |
316 |
|
Zona “C1b” di espansione residenziale
(comparto in Località “Sant’Elena,” in cui è prevista la
realizzazione di alloggi per l’edilizia economica e popolare
(40% della volumetria) e di residenze private (60% della
volumetria)) |
1,5 |
23.399 |
35.099 |
563 |
394 |
2,7 |
170 |
Tabella 1. Valutazione dell’offerta abitativa delle zone di
conservazione, completamento ed espansione residenziale, secondo il PUC
di Sinnai vigente (Comune di Sinnai, 2001, pp. 27-41) (continua nella
pagina successiva)
|
Zona Omogenea |
Indice (fondiario per le Zone “A” e “B”,
territoriale per le Zone “C”) (m3/m2) |
Superficie (fondiaria per le Zone “A” e “B”,
territoriale per le Zone “C”) (m2) |
Volume totale delle unità abitative (m3) |
Volumetria media per unità abitativa (m3) |
Volumetria media per unità abitativa al netto
dei servizi (solo per le zone di espansione: è pari al 70% della
volumetria media per unità abitativa) (m3) |
Numero medio di componenti per famiglia |
Offerta abitativa (numero di residenti) |
|
Zona “C1c” di espansione residenziale
(comparto in Località “Bellavista,” “Sa Pira” e “Via Libertà,”
in cui è in corso di avanzata attuazione il piano attuativo
vigente, che prevede la realizzazione di alloggi per l’edilizia
economica e popolare (40% della volumetria) e di residenze
private (60% della volumetria)) |
1,2 |
115.031 |
138,037 |
471 |
330 |
2,7 |
798 |
|
Offerta abitativa complessiva delle zone di
conservazione, delle zone di completamento residenziale e delle
zone di espansione residenziale, classificate come “Centri di
antica e prima formazione,” “Espansioni fino agli anni
cinquanta” o “Espansioni recenti” nel Piano paesaggistico
regionale (NTA, artt. 66-72). Per quanto riguarda le Zone “C,”
sono parte di questa offerta abitativa gli abitanti insediabili
nei comparti per i quali è in vigore un piano attuativo |
18.257 |
|
Zona “C2” di espansione residenziale (comparti
per i quali non sono in vigore piani attuativi e nei quali è
prevista la realizzazione di alloggi per l’edilizia economica e
popolare (40% della volumetria) e per residenze private (60%
della volumetria)) |
1,2 |
165.669 |
198,803 |
563 |
394 |
2,7 |
965 |
|
Zona “C3” di espansione residenziale (comparti
per i quali non sono in vigore piani attuativi) |
0,7 |
351.943 |
246,360 |
603 |
422 |
2,6 |
1.062 |
|
Zona “C4” di espansione residenziale (Frazione
di Solanas, Località “Cuili Murvoni” – comparto per il quale non
è in vigore un piano attuativo e nel quale è prevista la
realizzazione di alloggi per l’edilizia economica e popolare
(40% della volumetria) e per residenze private (60% della
volumetria)) |
0,3 |
138.491 |
41,547 |
563 |
394 |
2,7 |
202 |
|
Offerta abitativa complessiva delle zone di
espansione residenziale non classificate come “Centri di antica
e prima formazione,” “Espansioni fino agli anni cinquanta” o
“Espansioni recenti” nel Piano paesaggistico regionale (NTA,
artt. 66-72). Si tratta dell’offerta abitativa dei comparti
delle Zone “C” per i quali non è in vigore un piano attuativo,
eventualmente classificabili come “Espansioni in programma”
secondo il Piano paesaggistico regionale (NTA, artt. 73-75) |
2.229 |
|
Offerta abitativa complessiva |
20.485 |
Tabella 1. Valutazione dell’offerta abitativa delle zone di
conservazione, completamento ed espansione residenziale, secondo il PUC
di Sinnai vigente (Comune di Sinnai, 2001, pp. 27-41) (continua dalla
pagina precedente)
Vi sono sette tipologie di comparti di zone di espansione
residenziale nell’attuale PUC di Sinnai, classificate, rispettivamente,
come: “C1,” “C1a,” “C1b,”, “C1c,” “C2,”, “C3” e “C4” (Frazione di
Solanas). Di queste tipologie, le prime quattro sono classificate, in
tutto o in parte, nel PPR come “Espansioni recenti”, cioè “[P]orzioni
dell’edificato urbano che sono costitute dalle espansioni residenziali
recenti, avvenute dopo il 1950, non sempre caratterizzate da disegno
urbano riconoscibile e unitario, ma spesso derivanti da interventi
discontinui di attuazione urbanistica, identificate, anche nel sentire
comune, come periferie.” (art. 70 delle NTA) In queste aree è
ragionevole ritenere coerente con il PPR la conferma dell’attuale
destinazione di zona di espansione residenziale, pur con riferimento
alle prescrizioni ed agli indirizzi relativi a questi elementi
costitutivi dell’edificato urbano espressi dagli artt. 71 e 72 delle NTA.
L’offerta abitativa valutata dal PUC per queste quattro tipologie di
zona di espansione è, complessivamente, pari a 2.680 residenti (“C1:”
1.396 (volume territoriale: 323.651 m3, superficie
territoriale: 215.767 m2), “C1a:” 316 (volume territoriale:
73.328 m3, superficie territoriale: 48.885 m2),
“C1b:” 170 (volume territoriale: 35.099 m3, superficie
territoriale: 23.399 m2), “C1c:” 798 (volume territoriale:
138.037 m3, superficie territoriale: 115.031 m2)
). Il PUC assume per le prime tre tipologie un indice territoriale di
1,5 m3/m2, per la quarta 1,2 m3/m2.
Assume, inoltre, una volumetria media per le abitazioni delle prime due
tipologie, pari a circa 600 m3, per la terza, pari a circa
560 m3, e, per la quarta, pari a circa 470 m3. Le
differenze sono dovute al fatto che una certa quota parte delle
abitazioni nella terza e nella quarta tipologia di zona di espansione
residenziale sono alloggi per l’edilizia economica e popolare, che
prevedono abitazioni con volumetrie comparativamente minori rispetto
alle altre residenze private. Nel caso delle famiglie residenti negli
alloggi per l’edilizia economica e popolare, il PUC assume un numero
medio di componenti per famiglia più alto (2,9) rispetto al numero di
componenti medio per famiglia, stimato a 2,6 per il 2014.
Nelle Zone “C2” e “C3,” che si trovano, nella classificazione del
PPR, al di fuori delle espansioni più o meno recenti, e che potrebbero
essere confermate, al più, come zone di espansione residenziale quali
“Espansioni in programma” – non essendo in vigore, per queste tipologie
di zona di espansione residenziale, alcun piano attuativo – il PUC
vigente prevede:
a) per la Zona “C2:” indice territoriale di 1,2 m3/m2;;
volume territoriale di 198.803 m3; superficie territoriale di
165.669 m2; volumetria media per le abitazioni (il 40%
sarebbero alloggi per l’edilizia e popolare) di circa 560 m3;
residenti: 965;
b) per la Zona “C3:” indice territoriale di 0,7 m3/m2;;
volume territoriale di 246.360 m3; superficie territoriale di
351.943 m2; volumetria media per le abitazioni di 600 m3;
residenti: 1.062.
A completamento del quadro delle zone di espansione residenziale, va
indicato che anche nella Frazione di Solanas è previsto un comparto di
zona di espansione (Zona “C4”), per il quale il PUC stabilisce: indice
territoriale di 0,3 m3/m2;; volume territoriale di
41.547 m3; superficie territoriale di 138.491 m2;
volumetria media per le abitazioni (il 40% sarebbero alloggi per
l’edilizia e popolare) di circa 560 m3; residenti: 202.
Tenendo conto di quanto si è indicato per le zone di conservazione e
di completamento, e delle valutazioni per le zone di espansione
residenziale, la situazione dell’offerta abitativa è sintetizzata nella
Tabella 1. L’offerta abitativa, al netto delle zone di espansione
classificabili come “Espansioni in programma,” è data dalla somma delle
offerte abitative dei comparti delle zone di conservazione, di
completamento e di espansione residenziale dotate di piano attuativo in
vigore o, comunque, classificate come “Centri di antica e prima
formazione,” “Espansioni fino agli anni cinquanta” o “Espansioni
recenti” nelle NTA (artt. 66-72), cioè i comparti identificati dal PUC
attuale come “C1”, “C1a,” “C1b” e “C1c.”Questa offerta abitativa è,
dunque, pari a 18.257 residenti, cui si aggiungerebbero, nel caso
potessero essere ridefinite, nell’adeguamento del PUC al PPR, come
“Espansioni in programma” ai sensi delle NTA, i 2.229 residenti che
costituiscono l’offerta abitativa del PUC vigente per quanto riguarda i
comparti delle Zone “C2,” “C3” e “C4.” L’offerta abitativa complessiva
sarebbe pari a 20.485 residenti, che sarebbero in numero inferiore a
quello previsto dalla proiezione al 2014, pari a 20.778 residenti.
È proprio in base a come questa previsione è stata sviluppata,
tuttavia, che si dimostra che i comparti delle Zone “C2,” “C3” e “C4”
non possono essere mantenute come tali, cioè come “Espansioni in
programma,” nell’adeguamento del PUC al PPR.
Le ragioni sono, fondamentalmente, le due che qui di seguito si
discutono brevemente.
1. La stima della popolazione residente al 2014 (20.778
residenti) è stata calcolata applicando il tasso di crescita medio del
quinquennio 1992-1996 (2,1% annuo) al periodo 1997-2014. Facendo
riferimento ai dati 1992-2001, si vede che, in realtà, questo tasso di
crescita, mediato su questi nove anni, è decisamente più basso (1,48%
annuo), in quanto il numero dei residenti di Sinnai al 2001 risulta, dal
Censimento della popolazione e delle abitazioni del 2001
dell’ISTAT, pari a 15.220 (la popolazione al 1992 era di 13.339
residenti (Comune di Sinnai, cit., p. 41)). La previsione al
2001, secondo il PUC vigente, è, invece, sovraddimensionata rispetto al
dato reale, e pari a 15.859 residenti. Applicando il tasso di crescita
medio della popolazione tra il 1992 ed il 2001 al periodo 2001-2014,
cioè applicando la stessa metodologia per la stima della popolazione
residente al 2014 applicata nel PUC vigente, e correggendo il tasso di
crescita dal valore 2,1% medio annuo al suo valore rilevato dell’1,48%
medio annuo, si stima un numero di residenti al 2014 pari a 18.415, ben
al di sotto dei 20.778 stimati dal PUC e molto vicino all’offerta
abitativa complessiva delle zone di conservazione, delle zone di
completamento residenziale e delle zone di espansione residenziale
classificate come “Centri di antica e prima formazione,” “Espansioni
fino agli anni cinquanta” o “Espansioni recenti” nel PPR, che, come si
nota dalla Tabella 1, è pari a 18.257 residenti. Poiché, come già
richiamato, possono essere previste nel PUC in adeguamento al PPR
“Espansioni in programma” “[…] ai fini residenziali solo successivamente
alla dimostrazione di reali fabbisogni abitativi, nell’orizzonte
temporale decennale, non soddisfatti dal consolidamento e dal recupero
dell’esistente.” (art. 74, comma 1, delle NTA), già da questa prima
osservazione è evidente che, nell’adeguamento del PUC di Sinnai al PPR,
i comparti oggi definiti con le sigle “C2,” “C3” e “C4” non potranno più
essere destinati a espansione residenziale, se non in minima parte.
L’offerta abitativa complessiva delle zone di espansione residenziale
del PUC vigente non classificate come “Centri di antica e prima
formazione,” “Espansioni fino agli anni cinquanta” o “Espansioni
recenti” nel PPR – cioè i comparti delle Zone “C” per i quali non è in
vigore un piano attuativo, eventualmente classificabili come “Espansioni
in programma” secondo il PPR (NTA, artt. 73-75) – è, infatti, di 2.229
residenti (Tabella 1). Sarebbe giustificata la conferma come
“Espansioni in programma” nell’adeguamento del PUC al PPR, solo di
comparti di Zone “C” per soddisfare una domanda abitativa di 158
residenti (pari alla differenza tra il numero di residenti previsto al
2014, 18.415 residenti , e l’offerta abitativa del PUC vigente al netto
dei comparti delle zone di espansione residenziale classificate come
“C2,” “C3” e “C4,” 18.257 residenti), cioè di comparti di zone di
espansione residenziale pari al 7,09% di quelli previsti dal PIC
vigente.
2. L’altra previsione da utilizzare nell’adeguamento del PUC,
per il calcolo dell’offerta abitativa, è quella relativa al numero medio
di componenti per famiglia (NMCF). La stima relativa al NMCF è stata
calcolata, nel PUC vigente, come nel caso della popolazione residente,
assumendo che, tra il 1997 ed il 2014, il tasso di diminuzione del NMCF
sia pari a quello riscontrato nel quinquennio 1992-1996 (ibid.).
Questo tasso di diminuzione tiene conto di due fattori: il tasso di
crescita medio della popolazione residente (2,1% annuo), ed il tasso di
crescita medio del numero dei nuclei familiari residenti (3,8% annuo).
Applicando questi due valori dei tassi di incremento di residenti e
famiglie al periodo 1997-2014 si calcola che, come già visto, nel 2014 i
residenti saranno 20.778 ed i nuclei familiari 8.202, con un NMCF pari a
2,6. Anche in questo caso, tuttavia, applicando il tasso di crescita
medio della popolazione tra il 1992 ed il 2001, che è decisamente più
basso del 2,1% –è, infatti, pari all’1,48%, come già indicato – e quello
del numero di nuclei familiari residenti, che, tra il 1992 ed il 2001, è
pari al 2,06% – ben al di sotto del 3,8% applicato nel PUC vigente – si
calcola un numero di nuclei familiari al 2014 pari a 7.004, ben al di
sotto degli 8.202 stimati dal PUC. Questo significa che, tramite la
metodologia, in vero abbastanza semplicistica, del PUC vigente, il NMCF
al 2014 si calcola in 2,63 residenti. Questo valore è superiore,
seppure di poco, a quello utilizzato dal PUC vigente, e comporta una
correzione ulteriore sull’offerta abitativa. La prima componente
dell’offerta abitativa del PUC vigente, quella relativa alle zone di
conservazione, di completamento residenziale e di espansione
residenziale, classificate come “Centri di antica e prima formazione,”
“Espansioni fino agli anni cinquanta” o “Espansioni recenti” nel Piano
paesaggistico regionale (NTA, artt. 66-72), calcolata al 2014, diventa,
applicando questo valore, pari a 18.468[5],
che, da sola, consente di soddisfare interamente la domanda abitativa di
18.415 residenti. In altre parole, i comparti delle Zone “C”
dell’attuale PUC per i quali non è in vigore un piano attuativo non sono
classificabili come “Espansioni in programma” ai sensi del PPR (NTA,
artt. 73-75), quindi, nell’adeguamento del PUC al PPR, non potranno più
essere classificate come zone di espansione residenziale quelle dei
comparti classificati come Zone “C2,” “C3” e “C4” nel PUC vigente.
Da quanto discusso nei due punti precedenti, si evince che Sinnai
dovrebbe perdere zone residenziali per circa 66 ettari e volumetrie
residenziali per circa cinquecentomila metri cubi. Si tratta,
evidentemente, di una situazione molto difficile da gestire per la
municipalità, che dovrebbe dichiarare non edificabili le relativamente
poche aree in cui, secondo il PUC vigente, è possibile ancora realizzare
abitazioni.
Il conflitto si genera per diverse cause. In primo luogo, i
proprietari di aree dei comparti delle Zone “C2,” “C3” e “C4” vedrebbero
diminuire il valore delle proprie aree in maniera drammatica, perdendo,
si potrebbe dire dalla sera alla mattina, i propri diritti edificatori,
che il PUC attualmente vigente, ed approvato a suo tempo (2002) dalla
Regione, aveva loro assegnato.
In secondo luogo, la municipalità vedrebbe notevolmente
ridimensionata la potenzialità della realizzazione di opere di
urbanizzazione primaria e secondaria, cioè le possibilità di espansione
del capitale pubblico comunale, legate alla disponibilità degli oneri di
urbanizzazione legati alle trasformazioni urbane delle ormai ex zone di
espansione residenziale. Altro punto significativamente problematico
per il bilancio dell’amministrazione comunale è rappresentato dai
mancati introiti provenienti dall’imposta comunale sugli immobili.
Questi introiti sarebbero, certamente, ben più alti se i comparti delle
Zone “C2,” “C3” e “C4” fossero costituiti da aree edificabili.
Il fatto che le Zone “C2,” “C3” e “C4” non siano più edificabili
comporta, anche, un forte ridimensionamento della domanda di lavoro
nell’industria edilizia per il comune di Sinnai, che, come richiamato
sopra, si configura come un contesto urbano con molti disoccupati e con
molte persone in cerca di prima occupazione, e avente una struttura
produttiva ancora legata al settore primario ed all’industria delle
costruzioni, con uno sviluppo del terziario, specialmente del terziario
avanzato, ancora embrionale (Laboratorio Territoriale del Centro
Regionale di Programmazione, 2006). Quindi, il ridimensionamento della
domanda di lavoro nell’industria delle costruzioni, non potrà che
acuire, soprattutto nel breve periodo, il problema della disoccupazione.
Inoltre, il riorientamento dell’attività edilizia verso il recupero e
la riqualificazione dell’esistente, se, indubbiamente, costituisce una
strategia importante per la limitazione del consumo del territorio,
comporta uno spiazzamento dell’organizzazione e della specializzazione
tecnica di molte imprese dell’edilizia, che rischierebbero di uscire dal
mercato se non riuscissero, nel breve periodo, ad adeguare
tecnologicamente sia la manodopera che le attrezzature dei cantieri.
Questo in una situazione in cui, comunque, la diminuzione delle aree
edificabili comporterà un ridimensionamento della produzione.
Infine, un’offerta abitativa fondata esclusivamente sul recupero e la
riqualificazione dell’esistente, senza l’alternativa dell’espansione
residenziale, porta ad una mancanza di concorrenza, quindi ad un
potenziale impoverimento qualitativo. Ciò che si recupera e si
riqualifica potrebbe, quindi, non essere qualitativamente competitivo
rispetto a quanto si renderà disponibile in altri contesti urbani, per
cui la domanda abitativa reale potrebbe diminuire, con conseguenze
ancora più nefaste sull’occupazione e sulla produzione dell’industria
edilizia sinnaese, e, in definitiva, sulla qualità della vita urbana. I
costi comparativamente più alti del recupero edilizio, rispetto alle
nuove costruzioni, comporta, necessariamente, il sostegno finanziario
pubblico dell’investimento degli imprenditori privati, il che appare
problematico in prospettiva futura, anche nel breve periodo, data la
ormai prossima uscita della Sardegna dalle regioni dell’Obiettivo 1
della politica di coesione europea.
Questa situazione, estremamente problematica, potrebbe far sorgere
nell’opinione pubblica sinnaese, come in quella di molti altri comuni,
un più meno accentuato risentimento nei confronti delle politiche del
territorio basate sul PPR e, in cascata, di quelle che comportano
l’adeguamento del PUC al PPR. Obiettivo di questo programma di ricerca
è sviluppare e sperimentare una metodologia di analisi di questa
situazione problematica, tesa a metterne in evidenza, tramite l’utilizzo
di approcci metodologici adeguati, la dimensione e la portata
territoriale. Il comune di Sinnai costituisce il contesto territoriale
per questo sviluppo e questa sperimentazione.
Per quanto riguarda il conflitto tra PUC e PPR con riferimento alle
zone turistiche costiere, si focalizza l’attenzione sulla “Fascia
costiera,” cioè sul bene paesaggistico così denominato, definito come
tale ai sensi dell’art. 143, comma 1, lettera i, del CBCP, come
modificato dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157, delimitata nella
cartografia del PPR di cui all’art. 3 delle NTA e nella tabella
dell’Allegato 2 delle NTA. La “Fascia costiera” e individuata nella
cartografia del PPR e ne fanno parte tutte le zone turistiche
localizzate nella fascia di due chilometri dalla linea di costa
delimitate dal PUC vigente. Il dimensionamento della capacità
insediativa e, conseguentemente, della volumetria realizzabile, di
queste zone è definito, secondo quanto prescritto dal PTP n. 13 (reso
esecutivo con Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 6 agosto
1993, n. 278, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 285 del 4 Dicembre 1993, e, successivamente, annullato dal
T.A.R. della Sardegna con la Sentenza n. 1207/2003), tramite la
procedura brevemente descritta qui di seguito.
La capacità insediativa di queste zone, definite come Zone “F” dal
Decreto n. 2266/U/1983 dell’Assessore degli Enti Locali, Finanze e
Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna e dal PUC di Sinnai,
si calcola con riferimento alle norme di attuazione del PTP n. 13
2Sardegna sud-orientale,” tramite i parametri stabiliti dal Decreto
2266/U/1983. Secondo l’art. 4, comma 4, del Decreto, “Per le zone F
costiere la capacità insediativa massima […] è calcolata sulla
fruibilità ottimale del litorale determinata secondo i seguenti
parametri: 2 posti-bagnante/ml per costa sabbiosa la cui fascia abbia
una larghezza superiore a 50 mt; 1,5 posti-bagnante/ml per costa
sabbiosa la cui fascia abbia una larghezza compresa tra 50 e 30 mt; 1
posto-bagnante/ml per costa sabbiosa la cui fascia abbia una larghezza
inferiore a 30 mt; 0,5 posti-bagnante/ml per costa sabbiosa.” Inoltre,
il comma 5 stabilisce che “Almeno il 20% della capacità insediativa così
ottenuta deve essere riservato ad attrezzature alberghiere,
paralberghiere e villaggi turistici a rotazione d’uso.” Come sottolinea
il PUC di Sinnai (Comune di Sinnai, 2002, cit., p. 48), “Per la
disciplina del PTP n. 13 (art. 32, comma 3), il 50% della volumetria
consentita con l’applicazione dei parametri massimi può essere
localizzato entro i due chilometri dal mare.”
Tenendo conto di queste norme, il PUC di Sinnai calcola una capacità
insediativa complessiva delle zone turistiche costiere pari a 5.990
residenti, cui corrisponde, secondo il Decreto 2266/U/1983, una
volumetria complessiva di 359.400 m3, computata tramite il
parametro di 60 m3/residente stabilito dal Decreto (art. 4,
comma 3). Il 50% di questa volumetria, secondo la normativa del PTP n.
13 recepita dal PUC vigente, potrebbe essere realizzato nella fascia di
due chilometri dalla linea costiera, il che significa che 179.700 m3
potrebbero essere realizzati nella fascia di due chilometri dalla linea
di costa secondo il PUC vigente. In questa volumetria potrebbero
insediarsi 2.995 persone.
Il PUC vigente articola la volumetria delle zone turistiche costiere
come indicato nella Tabella 2 (Comune di Sinnai, cit., pp.
49-52).
|
Zona |
Indice territoriale (m3/m2) |
Superficie territoriale (m2) |
Volumetria totale (m3) |
Volumetria per abitante (m3/abitante) |
Abitanti insediabili |
Volumetria residua edificabile |
|
Zona “F1” (comparto unico di Genn’e Mari,
Località “Torre delle Stelle,” lato mare) – precedentemente
all’entrata in vigore dell’attuale PUC, il comparto era già in
larga parte edificato con disciplina urbanistica di Zona “B,” di
completamento residenziale, con indice fondiario pari a 0,3 m3/m2,
e volumetria per abitante di 100 m3 – la
realizzazione delle unità immobiliari esistenti è avvenuta con
riferimento ad uno Studio di disciplina delle Zone “F” annullato
con la sentenza n. 509/1992 del T.A.R. della Sardegna – la
volumetria complessiva delle costruzioni esistenti, 118 unità
immobiliari, è di circa 35.500 m3) |
0,25 |
179.206 |
44.802 |
100 |
448 |
9.302 |
|
Zona “F2” (comparto unico di Bruncu Gattus,
Località “Torre delle Stelle,” lato monte – precedentemente
all’entrata in vigore dell’attuale PUC, l’edificazione era
avvenuta utilizzando l’indice residenziale delle aree agricole o
l’indice fondiario (0,14 m3/m2) della Zona
C* di “Espansione agrituristica,” introdotta da uno Studio di
disciplina delle Zone “F” annullato con la sentenza n. 509/1992
del T.A.R. della Sardegna – la volumetria complessiva delle
costruzioni esistenti, 50 unità immobiliari, è di circa 10.300 m3,
realizzati con l’accorpamento di volumetria agricola o con
concessione edilizia diretta) |
0,1 |
236.791 |
23.679 |
60 |
395 |
13.379 |
|
Zona “F2” (comparti di Solanas –
precedentemente all’entrata in vigore dell’attuale PUC,
l’edificazione era avvenuta utilizzando l’indice residenziale
delle aree agricole o l’indice fondiario (0,14 m3/m2)
della Zona C* di “Espansione agrituristica,” introdotta da uno
Studio di disciplina delle Zone “F” annullato con la sentenza n.
509/1992 del T.A.R. della Sardegna – la volumetria complessiva
delle costruzioni esistenti, 67 unità immobiliari, è di circa
13.700 m3, realizzati con l’accorpamento di
volumetria agricola o con concessione edilizia diretta) |
0,1 |
311.927 |
31.193 |
60 |
520 |
17.493 |
Tabella 2. Valutazione della volumetria edificabile e della
capacità insediativa delle zone turistiche costiere (Zone “F”) nella
fascia di due chilometri dalla linea di costa, secondo il PUC di Sinnai
vigente (Comune di Sinnai, 2001, pp. 49-52) (continua nella pagina
successiva)
|
Zona |
Indice territoriale (m3/m2) |
Superficie territoriale (m2) |
Volumetria totale (m3) |
Volumetria per abitante (m3/abitante) |
Abitanti insediabili |
Volumetria residua edificabile |
|
Zona “F3” (comparti di Solanas –
precedentemente all’entrata in vigore dell’attuale PUC, questi
comparti erano inclusi nella Zona C* di “Espansione
agrituristica,” introdotta da uno Studio di disciplina delle
Zone “F” annullato con la sentenza n. 509/1992 del T.A.R. della
Sardegna – la volumetria complessiva delle costruzioni
esistenti, 131 unità immobiliari, è di circa 26.500 m3,
realizzati con l’accorpamento di volumetria agricola o con
concessione edilizia diretta) |
0,1 |
334.937 |
40.192 |
60 |
670 |
13.692 |
|
Volumetria complessiva per residenze
turistiche |
139.866 |
Capacità insediativa della volumetria per
residenze turistiche |
2.032 |
Volumetria residua edificabile totale per
le residenze |
53.866 |
|
Zona “F4” (comparti di Monte Mesu –
retrostante al centro urbano di Solanas –, e del promontorio di
Capo Boi – si tratta di comparti alberghieri ancora da
edificare: il primo riguarda un’area 124.694 m2; il
secondo un’area di 61.200 m2 ) |
0,13 |
185.694 |
24.140 |
60 |
402 |
24.140 |
|
Zona “F5” (struttura ricettiva alberghiera
nella Località “Su Punteddu” – il comparto, ancora non
edificato, dovrebbe razionalizzare e sistemare, attraverso gli
standard per servizi ed il completamento degli impianti, una
preesistente struttura ricettiva alberghiera di 1.280 m3,
l’Albergo “Abbablu,” realizzata prima dell’entrata in vigore
dell’attuale PUC con l’utilizzazione dell’indice agricolo – per
l’Albergo “Abbablu” il PUC vigente prevede un incremento
volumetrico del 25%) |
0,12 |
29.709 |
5.165 |
60 |
86 |
3.885 |
|
Zona “F6” (villaggio turistico-campeggio: si
tratta di un comparto ubicato ad oltre 1 km dal mare, collegato
alla spiaggia attraverso la strada turistica “Piscina Bertula” –
si tratta di un comparto ancora non edificato) |
0,1 |
103.578 |
10.358 |
60 |
173 |
10.358 |
|
Volumetria complessiva per turismo
alberghiero o paralberghiero |
39.663 |
Capacità insediativa della volumetria per
turismo alberghiero o paralberghiero |
661 |
Volumetria residua edificabile totale per
turismo alberghiero o paralberghiero |
38.383 |
|
Volumetria complessiva |
179.529 |
Capacità insediativa complessiva |
2.693 |
Volumetria residua complessiva |
92.249 |
Tabella 2. Valutazione della volumetria edificabile e della
capacità insediativa delle zone turistiche costiere (Zone “F”) nella
fascia di due chilometri dalla linea di costa, secondo il PUC di Sinnai
vigente (Comune di Sinnai, 2001, pp. 49-52), secondo il PUC di Sinnai
vigente (continua dalla pagina precedente)
È da notare che quanto previsto dal PUC nella fascia di due
chilometri dalla linea di costa per ciò che riguarda le Zone “F” è
coerente con quanto stabilito dal PTP n. 13:
a) la volumetria complessiva, 179.529 m3, è inferiore
a quella massima realizzabile (179.700 m3);
b) la volumetria complessiva per le residenze, 139.866 m3,
è inferiore all’80% della volumetria complessiva realizzabile (143.760 m3);
c) la capacità insediativa delle residenze, 2.032 abitanti, è
inferiore alla massima capacità insediativa (2.396 abitanti, pari
all’80% della capacità insediativa complessiva di 2.995 abitanti);
d) la volumetria complessiva per turismo alberghiero o
paralberghiero, 39.663 m3, è superiore al 20% della
volumetria complessiva realizzabile (è pari al 22,1%), con ;
e) la capacità insediativa complessiva, 2.693 abitanti, è
inferiore alla massima capacità insediativa, pari a 2.995 abitanti.
In conclusione, in base al PUC vigente, nella fascia di due
chilometri dalla linea di costa, nell’isola amministrativa del comune di
Sinnai, è ancora possibile realizzare:
1. 9.302 m3, per una capacità insediativa di 93
abitanti, nel comparto della Zona “F1” di Genn’e Mari (Località “Torre
delle Stelle,” lato mare);
2. 13.379 m3, per una capacità insediativa di 223
abitanti, nel comparto della Zona “F2” di Bruncu Gattus (Località “Torre
delle Stelle,” lato monte);
3. 17.493 m3, per una capacità insediativa di 292
abitanti, nei comparti della Zona “F3” di Solanas;
4. 24.140 m3, per una capacità insediativa di 402
abitanti, nei comparti di Monte Mesu – retrostante al centro urbano di
Solanas –, e del promontorio di Capo Boi;
5. 3.885 m3, per una capacità insediativa di 65
abitanti, per una struttura ricettiva alberghiera nella Località “Su
Punteddu,” in Zona “F5;”
6. 10.358 m3, per una capacità insediativa di 173
abitanti, per un villaggio turistico-campeggio in un comparto ubicato ad
oltre 1 km dal mare, collegato alla spiaggia attraverso la strada
turistica “Piscina Bertula,” in Zona “F6.”
È, dunque, secondo il PUC vigente, ancora realizzabile, nella fascia
costiera, una volumetria di 40.174 m3 per residenze (Zone
“F1,” “F2” e “F3,” per una capacità insediativa di 608 abitanti), e di
38.183 m3 per strutture ricettive (Zone “F4,” “F5” e “F6,”
per una capacità insediativa di 630 abitanti).
Si è già notato che, nella fascia costiera, gli interventi “si
attuano: a) attraverso la predisposizione dei nuovi PUC in adeguamento
alle disposizioni del PPR, secondo la disciplina vigente; b) tramite
intesa nelle more della predisposizione del PUC, e comunque non oltre i
dodici mesi, o successivamente alla sua approvazione qualora non sia
stato previsto in sede di adeguamento. L’intesa si attua ai sensi
dell’art. 11, comma 1, lett. c), in considerazione della valenza
strategica della fascia costiera. Le intese valutano le esigenze di
gestione integrata delle risorse, assicurando un equilibrio sostenibile
tra la pressione dei fattori insediativi e produttivi e la conservazione
dell’habitat naturale, seguendo le indicazioni della Raccomandazione del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2002 relativa
all’attuazione della “Gestione integrata delle zone costiere” (GIZC) in
Europa (2002/413/CE) e del “Mediterranean Action Plan” (MAP), elaborato
nell’ambito della Convenzione di Barcellona. A tal fine, in sede di
intesa, la Regione si può avvalere di specifiche conoscenze e competenze
attraverso un apposito comitato per la qualità paesaggistica e
architettonica.” (NTA, art. 20, comma 3, lettera b). Per quanto
riguarda gli insediamenti turistici, valgono, ulteriormente, le
prescrizioni contenute nell’art. 89 delle NTA; di particolare rilievo, a
questo proposito, è il comma 1: “I Comuni, nell’adeguamento degli
strumenti urbanistici al PPR, nel rispetto delle previsioni contenute
nel Piano per il turismo sostenibile, si attengono alle seguenti
prescrizioni: a. favorire la riqualificazione degli insediamenti
costieri esistenti, sotto il profilo architettonico, paesaggistico,
ambientale e di destinazione d’uso anche ai fini dell’utilizzo turistico
ricettivo; b. favorire le nuove localizzazioni turistiche in zone
contigue e/o integrate agli insediamenti urbani.” A parte il “Piano per
il turismo sostenibile,” ancora non disponibile, è evidente che:
a) una volta adeguato il PUC al PPR, i Comuni costieri dovranno
subordinare qualunque intervento di trasformazione della situazione
esistente a intese con Regione e Provincia;
b) gli indirizzi delle NTA sono fondamentalmente orientati a: 1)
sviluppare la capacità turistica, sempre orientata a standard
qualitativi alti, attraverso l’utilizzo degli insediamenti esistenti
quali centri urbani, paesi, frazioni e agglomerati, insediamenti sparsi
del territorio rurale e grandi complessi del territorio minerario (art.
90, comma 1, lettera a, delle NTA); 2) riprogettare gli insediamenti,
anche per parti, e lo “spazio pubblico” e incrementare i servizi
necessari per elevare la qualità dell’offerta turistica e favorire
l’allargamento della stagionalità (art. 90, comma 1, lettera b, n. 1);
3) favorire lo sviluppo di strutture ricettive rispetto alle residenze
turistiche (art. 89, comma 1, lettere a e b); 4) ristrutturare,
recuperare e riqualificare l’esistente, quanto più possibile convertendo
le residenze in strutture ricettive di qualità (anche con premi di
cubatura), piuttosto che realizzare nuovi insediamenti (art. 90, comma
1, lettera b, n. 2); 5) trasferire gli insediamenti esistenti nella
fascia costiera verso aree, al di fuori di essa, o, comunque, a minore
impatto paesaggistico, già caratterizzate dalla presenza di insediamenti
residenziali, prevedendo, all’occorrenza, premi di cubatura fino al 100%
(art. 90, comma 1, lettera b, n. 3).
L’adeguamento del PUC al PPR comporta significative perdite di
volumetria e di capacità insediativa negli insediamenti turistici
costieri, che possono essere identificate attraverso un’analisi
puntuale, comparto per comparto. Qui di seguito si considera quanto si
verifica per due comparti contigui delle Zone “F” della fascia costiera
ancora non urbanizzati: un comparto della Zona “F2” di Solanas ed il
comparto di Monte Mesu, retrostante al centro urbano di Solanas (Figura
1). Secondo quanto previsto dal PUC vigente (Tabella 2), nel comparto
“F2,” avente una superficie di circa 29.000 m2, è possibile
realizzare una volumetria per residenze di circa 3.000 m3, ed
insediare circa 50 abitanti. Nel comparto “F3,” avente una superficie
di circa 125.000 m2, è possibile realizzare una volumetria
per strutture ricettive alberghiere di circa 16.000 m3, ed
insediare circa 270 abitanti.
Quanto prevede il PPR in questi due comparti “F2” ed “F4” del PUC si
evince dalla Figura 2 e dalla Tabella 3. Il comparto “F4” si articola
nelle seguenti aree:
a) colture erbacee specializzate (assetto ambientale, componenti
di paesaggio con valenza ambientale, aree ad utilizzazione
agro-forestale: artt. 28-30 delle NTA), pari a circa il 78% della
superficie;
b) praterie e spiagge (assetto ambientale, componenti di
paesaggio con valenza ambientale, aree seminaturali: artt. 25-27 delle
NTA), pari a circa il 19% della superficie;
c) insediamenti turistici (assetto insediativo: artt. 88-90
delle NTA), pari a circa il 3% della superficie.
Il comparto “F2” si articola in:
a) colture erbacee specializzate (assetto ambientale, componenti
di paesaggio con valenza ambientale, aree ad utilizzazione
agro-forestale: artt. 28-30 delle NTA), pari a circa il 74% della
superficie;
b) macchia, dune ed aree umide (assetto ambientale, componenti
di paesaggio con valenza ambientale, aree naturali e subnaturali: artt.
22-24 delle NTA), pari a circa il 26% della superficie.
Con l’eccezione del 3% della superficie del comparto “F4,” che, al
più – e al di là di qualunque ragionamento sugli indirizzi delle NTA,
richiamati sopra, che certamente non muovono nella direzione di
espansioni turistiche nella fascia costiera in parti del territorio
ancora non urbanizzate –, conservando l’indice territoriale del PUC
vigente per questo comparto, si potrebbe realizzare, per servizi
ricettivi, una volumetria di circa 485 m3 (0,13 x 0,03 x
124.694). Per quanto riguarda tutte le altre aree in cui si articolano
sia il comparto “F2” che quello “F4” del PUC vigente, la previsione di
nuovi insediamenti turistici, sia residenziali che per servizi
ricettivi, non si può mantenere nell’adeguamento al PPR, come è facile
rendersi conto dalla lettura degli articoli delle NTA sopra richiamati,
il che comporta una perdita di volumetria complessiva di circa 20.000 m3.
Gran parte delle volumetrie degli insediamenti turistici della fascia
costiera subirebbero la stessa sorte nell’adeguamento, il che comporta
un notevole freno alle potenzialità di sviluppo turistico costiero del
comune di Sinnai, con la sostanziale riproposizione delle cause di
conflitto già viste con riferimento alle zone di espansione
residenziale.
A queste cause si aggiunge la necessità, per Sinnai, di escludere tra
i potenziali fattori che potrebbero orientare l’inversione di tendenza
rispetto alla situazione abbastanza precaria del tessuto produttivo
comunale evidenziata dal RAP[6].
Il PPR potrebbe significare, nella sua stesura attuale, per Sinnai, da
un lato, uno strumento di governo del territorio che cancella qualunque
speranza di sviluppo economico, sociale ed occupazionale basato sul
turismo costiero, dall’altro uno strumento di governo del territorio che
indebolisce significativamente le possibilità di sviluppo e, anche, di
sussistenza, dell’industria delle costruzioni, che costituisce,
attualmente e storicamente, uno dei pochi sbocchi occupativi per la
forza-lavoro sinnaese, già, peraltro, attualmente interessata in modo
pesante dalla disoccupazione.

Figura 1. Localizzazione del comparto “F2” della Frazione di
Solanas e del comparto “F4” di Monte Mesu, retrostante al centro urbano
della Frazione di Solanas

Figura 2. Articolazione delle aree del comparto “F2” della
Frazione di Solanas e del comparto “F4” di Monte Mesu, retrostante al
centro urbano della Frazione di Solanas secondo il Piano peasaggistico
regionale
|
Comparto |
Colture erbacee specializzate (assetto
ambientale, componenti di paesaggio con valenza ambienta-le,
aree ad utilizzazione agro-forestale: artt. 28-30 delle NTA) (m2) |
Percentuale sul totale del comparto della voce
della colonna precedente |
Macchia, dune ed aree umide (assetto
ambientale, componenti di paesaggio con valenza ambienta-le,
aree naturali e subnaturali: artt. 22-24 delle NTA) (m2) |
Percentuale sul totale del comparto della voce
della colonna precedente |
Totale comparto (m2) |
|
|
| Zona “F2” (comparto di Solanas -
precedentemente all’entrata in vigore dell’attuale PUC, la
normativa in vigore prevedeva un indice residenziale pari a
quello delle aree agricole o un indice fondiario (0,14 m3/m2)
della Zona C* di “Espansione agrituristica,” introdotta da uno
Studio di disciplina delle Zone “F” annullato con la sentenza n.
509/1992 del T.A.R. della Sardegna) |
21.610 |
74,18 |
7.523 |
25,82 |
29.133 |
|
|
|
|
Colture erbacee specializzate (assetto
ambientale, componenti di paesaggio con valenza ambienta-le,
aree ad utilizzazione agro-forestale: artt. 28-30 delle NTA) (m2) |
Percentuale sul totale del comparto della voce
della colonna precedente |
Praterie e spiagge (assetto ambientale,
componenti di paesaggio con valenza ambientale, aree
se-minaturali: artt. 25-27 delle NTA) (m2) |
Percentuale sul totale del comparto della voce
della colonna precedente |
Insediamenti turistici (assetto insediativo:
artt. 88-90 delle NTA) (m2) |
Percentuale sul totale del comparto della voce
della colonna precedente |
Totale comparto (m2) |
| Zona “F4” (comparto di Monte
Mesu – retrostante al centro urbano di Solanas – si tratta di un
comparto alberghiero ancora da edificare) |
96.864 |
77,87 |
23.503 |
18,90 |
4.019 |
3,23 |
124.386 |
Tabella 3. Articolazione delle aree del comparto “F2” della
Frazione di Solanas e del comparto “F4” di Monte Mesu, retrostante al
centro urbano della Frazione di Solanas secondo il Piano peasaggistico
regionale
[1] La discussione che segue è in relazione alla procedura
seguita dal PUC di Sinnai per definire l’offerta e la domanda
abitativa. Questa procedura dimensiona domanda e offerta di
abitazioni con riferimento all’anno 2014, per il quale è
calcolata la stima della popolazione residente e del numero
medio dei componenti per famiglia. Come si vedrà nel seguito,
con i dati del
Censimento della popolazione e delle
abitazioni del 2001 dell’ISTAT si dimostra, utilizzando la
stessa procedura utilizzata dal PUC, che la stima della
popolazione residente al 2014 (Comune di Sinnai, 2002, p. 27) –
assunto come anno di riferimento per la valutazione dell’offerta
abitativa dal PUC vigente, e, in particolare, di quella non
soddisfatta dai comparti residenziali già attuati o per i quali
è in vigore un piano attuativo–, è largamente sovraddimensionata.
La stima del numero medio di componenti per famiglia è, invece,
leggermente sottodimensionata. Questo ridimensionamento della
domanda abitativa, proposto nel seguito, si sviluppa con
riferimento al medesimo anno 2014 per il quale è stato definita,
sovraddimensionandola, dal PUC. Una rigorosa applicazione delle
NTA necessiterebbe di un dimensionamento della domanda abitativa
basata su un orizzonte temporale decennale, come stabilito
dall’art. 64, comma 1, lettera e, delle NTA: “I Comuni,
nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al PPR, si
conformano alle seguenti prescrizioni: […] e) dimensionare le
aree di completamento e di nuova espansione a fini residenziali
in relazione ad una puntuale valutazione della domanda sociale
proiettata sull’orizzonte temporale decennale.” Questa norma è,
poi, ripresa esplicitamente nell’art. 74, intitolato “Espansioni
in programma. Prescrizioni.” La scelta di assumere il 2014
come hanno di riferimento per il dimensionamento della domanda
abitativa si fonda sul fatto che non vi sono date certe circa
l’adeguamento del PUC di Sinnai. Dall’approvazione del PPR
all’adeguamento dei PUC dovrebbe trascorrere al massimo un anno,
quindi, ottimisticamente, assumendo che i tempi vengano
rispettati – ma non vi è alcuna garanzia in questo senso, ed il
pluriennale, e mai concluso, processo di adeguamento dei PUC ai
PTP del 1993 induce a ritenere che l’inerzia dei Comuni i cui
territori rientrano interamente negli ambiti di paesaggio
costieri renderà il processo di adeguamento ben più lungo dei
dodici mesi stabiliti dalle NTA (art. 107, comma 1) e dalla NLUR
(art. 15, comma 12). Essendoci una
grande aleatorietà su questi tempi, che potrebbero essere
decisamente più lunghi, qui si assume come riferimento per il
dimensionamento della domanda abitativa, e per la discussione
del conflitto nel processo di adeguamento del PUC al PPR per
quanto riguarda le zone di espansione residenziale, lo stesso
anno 2014 rispetto al quale la domanda abitativa, e la
dimensione di queste zone, sono state stimate e calcolate dal
PUC vigente. La certezza dell’anno cui riferire le stime aiuta
in maniera importante il rigore e la precisione del ragionamento
che si sviluppa, e consente di fondare il confronto, e di
mettere in evidenza il conflitto. Lo spostamento dell’anno di
riferimento al 2018 non comporterebbe alcun mutamento
sostanziale all’impostazione del problema.
[2] Il dimensionamento dell’offerta abitativa è proposto con
riferimento a: Comune di Sinnai, 2002, pp. 27-41. è da
evidenziare che l’approvazione definitiva del PUC di Sinnai è
del 2002, anno in cui erano già disponibili i dati del
Censimento della popolazione e delle abitazioni del 2001
dell’ISTAT. Attraverso questi dati, sarebbe stato possibile,
prima dell’approvazione definitiva del PUC, aggiornare le
previsioni circa la popolazione residente e il numero medio di
componenti per famiglia.
[3] È da notare che, per il dimensionamento delle aree dei
servizi pubblici (verde pubblico attrezzato, scuole primarie,
materne ed asili-nido, parcheggi e attrezzature di interesse
comune), si assume come riferimento la popolazione insediabile
nell’ipotesi che interventi di ristrutturazione e
riqualificazione degli insediamenti nelle zone di conservazione
consentano di ottenere un maggiore numero di unità abitative,
con un significativo risparmio di volume. Conseguentemente, a
parità di volume, si avrebbe un maggior numero di abitazioni,
quindi una più numerosa popolazione insediabile. Secondo questa
ipotesi, assumendo come volumetria media delle unità abitative
ristrutturate 500 m
3, cioè una volumetria media solo
leggermente maggiore di quella delle abitazioni di nuova
edificazione nelle zone di completamento ed in quelle di
espansione, la popolazione insediabile salirebbe a 4.046
residenti. Con l’aggiunta della Zona “A4” di San Gregorio, la
capacità insediativa delle zone di conservazione sarebbe,
quindi, di 4.282 residenti.
[4] È da notare, nuovamente, che, per il dimensionamento
delle aree dei servizi pubblici (verde pubblico attrezzato,
scuole primarie, materne ed asili-nido, parcheggi e attrezzature
di interesse comune), si assume come riferimento la popolazione
insediabile nell’ipotesi che interventi di ristrutturazione e
riqualificazione degli insediamenti nelle zone di completamento
residenziale consentano di ottenere un maggiore numero di unità
abitative, con un significativo risparmio di volume. Secondo
questa ipotesi, assumendo come volumetria media delle unità
abitative ristrutturate 430 m
3, cioè una volumetria
media pari a quella delle abitazioni di nuova edificazione nelle
zone di completamento ed in quelle di espansione, la popolazione
insediabile salirebbe a 16.410 residenti che, sommati a quelli
che esprimono la capacità insediativa delle zone di
conservazione calcolati in maniera analoga (v. precedente nota)
ed alla Zona “B2” di Cuili Murvoni a Solanas, consentono di
definire una popolazione residente di riferimento per il
dimensionamento dei servizi pubblici di 21.508 residenti.
[5] Si tratta del risultato della moltiplicazione
dell’offerta abitativa, indicata nella Tabella 1, relativa a
queste tipologie di zona omogenea (18.257 residenti), per il
fattore 2,63/2,60. Ogni abitazione prevista al 2014 (su questa
previsione si basa l’offerta abitativa calcolata nel PUC
vigente) potrà accogliere 2,63 residenti, secondo le previsioni
sviluppate tramite i dati del periodo 1992-2001 su popolazione
residente e numero di famiglie, e non 2,60, come assunto dal PUC
vigente.
[6] Si evidenziato in precedenza come il RAP presenti Sinnai
come un contesto urbano con molti disoccupati e con molte
persone in cerca di prima occupazione, molte delle quali hanno
investito ed investono sulla propria formazione professionale.
Una struttura produttiva ancora troppo legata al settore
primario ed all’industria delle costruzioni, con uno sviluppo
del terziario, specialmente del terziario avanzato, ancora
embrionale. Una struttura produttiva che, almeno in parte, si
basa sul turismo, legato soprattutto, all’isola amministrativa
costiera.